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Rapporto 2004
ARARE, il braccio accademico del Centro Simon
Wiesenthal, ha organizzato, in cooperazione con l’istituto di studi storici
italiano Olokaustos e sotto gli auspice dell’UNESCO, un seminario a Venezia
in Dicembre 2003 intitolato “Il Centenario dei Protocolli dei Savi di Sion:
un Paradigma della Letteratura Contemporanea dell’Odio.” Ironicamente, negli
stessi giorni, il Centro ha dovuto protestare l’esposizione di quel notorio
falso – ideato a suo tempo dalla polizia segreta zarista – accanto alla
Torah, nella sezione dedicate ai “Testi Sacri degli Ebrei” della Biblioteca
di Alessandria, appena rinnovata con il supporto dell’UNESCO. Il direttore
Generale dell’UNESCO, Koichiro Matsuura, ha sollecitato la Bibliotaca a
prendere le adeguate disposizioni “per evitare accuse di razzismo in
generale, o di antisemitismo in particolare.”
La direzione della Biblioteca ha ritirato il
libro dalle bacheche.
L’Alto Commissario per i Diritti Umani delle
Nazioni Unite ed il Governo belga hanno invitato il Centro a testimoniare al
“Seminario degli Stati Occidentali sull’Applicazione del Programma di Azione
di Durban.” Dopo aver descritto l’orrenda esperienza per il popolo ebraico
del Forum Mondiale Contro il Razzismo, tenutosi a Durban in Sudafrica, il
Centro ha mostrato come il suo programma «Tools for Tolerance» (Utensili per
la Tolleranza) possa fungere da modello per l’azione anti-razzista.
Come unica organizzazione ebraica
presente all’incontro anti-mondialista del Forum Sociale Mondiale di Bombay,
il Centro ha esposto il sequestro di questo evento da parte della lobby pro-Palestinese
ai fini di rendere il Forum una piattaforma propagandistica ed un mercato di
reclutamento per l’antisemitismo. Il Centro è stato in grado di identificare
un calendario di campagne internazionali coordinate: contro la barriera
difensiva di separazione; per la soluzione del conflitto mediorientale con
la creazione di “un solo Stato Palestinese in Terra Santa;” per incrinare i
rapporti USA/Israele e India/Israele; per allargare il movimento di
boicottaggio e l’embargo accademico contro Israele; e, in generale, per
“seminare confusione e discordia nell’opinione pubblica israeliana e della
Diaspora.”
Il Centro Simon Wiesenthal:
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Ha fatto appello al Cancelliere
tedesco Schroeder per protestare contro il finanziamento da parte della
Fondazione Friedrich Ebert, legato al partito SPD, di una conferenza
tenutasi a Beirut, intitolata “Il Mondo Islamico e l’Europa: dal Dialogo
all’Intesa,” in realtà una tribuna per leaders di Hamas e Hezbollah.
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Ha inviato una protesta alla
Santa Sede riguardo ad un poster pubblicitario della Caritas, intitolato
“Put an End to the Occupation” (Mettiamo Fine all’Occupazione), mostrando,
sullo sfondo di un muro e del filo spinato, una mappa stilizzata d’Israele,
incatenata ai territori palestinesi ed alla Giordania.
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Ha co-sponsorizzato una “Marcia
Contro l’Antisemitismo” di 25,000 persone a Parigi, insieme al BVCA, il
servizio di assistenza alle vittime di antisemitismo nella Regione
parigina, che è sovvenzionato dal Centre Simon Wiesenthal – France.
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Ha scritto al neo-eletto Primo Ministro greco Costas Karamanlis per
denunciare la profusione di immagini antisemite intorno alla tradizione
pasquale del “Bruciare il Giuda” sul sito ufficiale del Ministero del
Turismo, più grave ancora perchè in concomitanza con l’aumento vertiginoso
della profanazione di cimiteri ebraici e memoriali dello Shoah in Grecia.
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Ha svelato le connessioni
naziste dei fondatori del Hunt Museum di Limerick, Irlanda, sollecitando
il Presidente irlandese Mary McAleese a sospendere la premiazione di
questo museo come “Museo dell’Anno 2004,” in attesa dell’inchiesta
sull’origine della collezione. Il
Centro ha anche chiesto che la lista e le foto degli oggetti in causa
siano affisse su Internet, al fine di permettere a precedenti proprietari
di identificare eventuali beni spoliati dai Nazisti. L’inchiesta ha
condotto ad un dibattito nazionale sulla neutralità dell’Irlanda durante
la Seconda Guerra Mondiale e sull’obbligo morale alla trasparenza.
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Ha fatto appello al Presidente del Consiglio
italiano, Silvio Berlusconi, a nome delle famiglie delle vittime delle
Fosse Ardeatine, allo scopo di far rigettare le richieste di libertà per
il criminale di guerra Erich Priebke.
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Ha condannato la profanazione di un cimitero
musulmano in Alsazia (Francia) e, più in generale, puntato il dito contro
la recrudescenza di atti di Islamofobia in Europa.
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Ha denunciato la politica di espulsione, la
demolizione di abitazioni e la costruzione di un muro di pregiudizio
contro la comunità Rom della città di Atene, in vista delle Olimpiadi. Il
Sindaco, la Sig.ra Bakoyannis, ha invitato il Centro a cooperare con la
Municipalità contro discriminazioni di questo genere.
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Ha allertato il Ministro degli Interni
britannico, David Blunkett, sulla progettata manifestazione di
celebrazione di Al Qa’ida, prevista per l’11 settembre 2004 a Londra.
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Ha avvertito il Ministro degli Interni
tedesco del rischio posto dal “Primo Convegno
Arabo-Islamico d’Europa” previsto a Berlino, un
potenziale mercato di reclutamento per terroristi jihadisti. Dopo debite
indagini, gli organizzatori sono stati espulsi ed il convegno annullato.
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Ha denunciato l’esposizione di testi
antisemiti da parte di editori arabi alla Fiera del Libro di Francoforte.
Le autorità giudiziarie hanno fatto ritirare i libri in questione dagli
scaffali.
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Ha incontrato il Sindacato della
Magistratura francese per discutere delle pene inflitte per atti di
antisemitismo, richiedendo anche al Ministero della Giustizia di prevedere
un corso sul tema “Gli Ebrei di Francia”
accanto al corso su “Islam e la Società Francese”
nel curriculum di formazione dei giudici.
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Ha protestato contro il
manifesto pubblicitario, fatto affiggere a Londra dal Sindaco Ken
Livingstone, intitolato “Beleif” (Credo), per avere escluso in esso ogni
riferimento alla fede ebraica tra le comunità religiose presenti in Gran
Bretagna.
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Ha presentato una dichiarazione
al Forum Mondiale sui Diritti Umani dell’UNESCO, tenutosi a Nantes, per
evitare la “Durbanizzazione” dell’evento.
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E’ stato invitato, insieme allo
Sceicco saudita Naseeb, Presidente del Congresso Mondiale Musulmano, a
parlare di Islamofobia e antisemitismo al Forum Economico Mondiale per
l’Europa, tenutosi a Varsavia in occasione dell’adesione di 10 nuovi Stati
all’Unione Europea.
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Ha indicato al nuovo Presidente
della Commissione Europea, José Manuel Barroso, l’entità della corruzione
dell’Autorità Palestinese, attraverso l’esempio della ‘pensione’ annua di
30 milioni di dollari per la moglie del defunto Presidente Arafat. Il
Direttore del Centro, Shimon Samuels, ha fatto notare che “il popolo
palestinese è il più ampiamente sovvenzionato del mondo (dall’UE, dagli
USA, dal Mondo Arabo e da una pletora di agenzie ONU)… ma come spiegare
che il cittadino palestinese medio riceve solo 2 dollari al giorno?”
Un’indagine sulle contraddizioni esposte deve ancora essere intrapresa.
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Ha sollecitato la Commissione
Europea a lanciare le trattative di adesione con la Turchia, ricordando
che: “Quando il Cancelliere Kohl aveva dato parere negativo sull’adesione
turca all’Unione, il Centro aveva ribadito come, ai tempi dell’espulsione
degli Ebrei dalla Spagna, questi rifugiati furono accolti proprio
dall’Impero Ottomano.” Inoltre, quando, l’anno precedente, l’ex-Presidente
francese Giscard d’Estaing aveva ripetuto lo stesso concetto, il Centro
aveva fatto presente che, “mentre la Francia di Vichy stava deportando i
propri Ebrei verso Auschwitz, un documento d’identità turco serviva come
un ‘visto di sopravvivenza’,” aggiungendo “se la Turchia dovesse prendersi
questo impegno, sarebbe un esempio sia per l’Europa che per il Medio
Oriente, e mostrerebbe credenziali più affidabili anche rispetto ad un
certo numero membri attuali dell’UE.”
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Ha scritto nuovamente al Primo
Ministro Greco Karamanlis, protestando contro l’epidemia di graffiti
razzisti e antisemiti su infrastrutture pubbliche lungo settanta
chilometri di autostrada intorno ad Atene.
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Ha fatto appello alla CSA,
l’organismo di controllo dell’audiovisivo francese, per cancellare la
‘licenza di uccidere’ attribuita al canale televisivo satellitare Al Manar/Hezbollah,
che produce programmi che incitano all’odio.
La campagna del Centro ha avuto successo,
visto che la licenza di ritrasmissione attraverso la rete satellitare
francese Eutelsat è stata revocata.
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Ha espresso orrore per la premiazione, da
parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, del citato canale
televisivo satellitare Al Manar/Hezbollah, per la sua pubblicità anti-fumo
e per una campagna sulla nutrizione.. Il Centro ha affermato che “l’OMS si
è compromessa, normailizzando degli assassini ed addirittura
riconoscendoli come benefattori.”
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In una lettera al Primo Ministro danese, il
Centro si è dichiarato profondamente turbato dal dono di 50,000 Kroner
danesi dall’ONG ‘Rebellion’ al Fronte Popolare per la Liberazione della
Palestina, giorni prima dell’orgogliosa rivendicazione da parte del FPLP
dell’attacco suicida in un mercato di Tel Aviv, che ha costato la vita a
tre persone e lasciato 35 feriti.
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Ha richiesto al Direttore Esecutivo
dell’UNICEF, Carol Bellamy, di “denunciare il
reclutamento di giovani per atti di terrorismo e stimolare le
organizzazioni di protezione dell’infanzia contro coloro che incitano,
manipolano ed abusano della buona fede dei bambini per farne agenti di
morte, checchessia la causa o il contesto geopolitico.”
La Sig.ra Bellamy ha risposto positivamente, ribadendo la piena denuncia
di queste forme di manipolazione da parte della sua Organizzazione.
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Ha richiesto al Presidente
della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, di sollecitare il
blocco di sei conti bancari in altrettanti paesi dell’UE, che canalizzano
il finanziamento di Hamas, un gruppo terroristico messo fuori legge
dall’Unione. I siti Internet delle organizzazioni a cui questi conti fanno
capo usano un linguaggio apertamente antisemita e glorificano la Jihad in
Occidente. Il Presidente della BCE ha informato il Centro Wiesenthal della
sua richiesta alle banche centrali dei rispettivi stati di prendere misure
adeguate ed urgenti in merito.
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Il Centro era presente al Terzo
Forum Sociale Europeo a Londra, che ha visto la partecipazione di oltre
20,000 persone, mentre circa 50,000 hanno sfilato nella Marcia pacifista
dell’ultimo giorno. Questo incontro anti-mondialista regionale di
preparazione al Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre in gennaio 2005, è
degenerato in una piattaforma di propaganda pro-palestinese,
caratterizzato da un persistente antisemitismo.
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E’ stato invitato ad
organizzare una sessione speciale al Forum Economico Mondiale 2005 di
Davos intitolata “Per Non Dimenticare le Lezioni della Seconda Guerra
Mondiale.” I partecipanti a questa sessione includevano personalità
religiose e politiche provenienti da diversi paesi, tra cui la Gran
Bretagna, la Croazia, la Polonia e la Bosnia-Erzegovina.
Il Centro Simon Wiesenthal ha
fatto questo e molto altro ancora per lottare contro il pregiudizio… ma ha
bisogno del tuo supporto per fare di più!
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